Crisi industriale

Aeffe, il piano Oxy prosegue con un nuovo socio italiano

Al Mimit resta aperta la partita su posti e stabilimenti, mentre Invitalia conferma il proprio interesse.

Aeffe, il piano Oxy prosegue con un nuovo socio italiano

Il piano per il rilancio di Aeffe prosegue nonostante il Tribunale non abbia concesso la proroga delle misure cautelari. È quanto emerso dal tavolo convocato lunedì pomeriggio, 28 settembre, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicato al futuro del gruppo della moda con sede a San Giovanni in Marignano.

L’operazione resta guidata dal fondo Oxy Capital, che nelle scorse settimane aveva presentato un’offerta vincolante per rilevare la quasi totalità del complesso aziendale e riorganizzare le attività attraverso un nuovo assetto societario. Durante l’incontro romano è stata inoltre annunciata l’entrata nella cordata di un socio industriale italiano, elemento ritenuto utile per rafforzare la continuità delle attività nel Paese.

Il progetto di riorganizzazione

Secondo quanto riferito dall’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, il piano elaborato da Oxy va avanti anche dopo lo stop del Tribunale alla proroga delle misure cautelari. Il progetto prevede la costituzione di una nuova società e la successiva articolazione in tre realtà operative, dedicate rispettivamente a Moschino, Alberta Ferretti e alle attività produttive di San Giovanni in Marignano, oltre a Pollini.

Resta confermato anche l’interessamento di Invitalia. Paglia ha indicato l’agenzia come un possibile partner a tutela del mantenimento dei livelli occupazionali e delle strutture produttive italiane. La presenza di un investitore industriale nazionale viene considerata un ulteriore elemento nel complesso percorso di ristrutturazione, ancora condizionato dagli esiti delle prossime verifiche.

Il nodo occupazionale

La crisi di Aeffe ha già prodotto effetti pesanti sul lavoro. È stata aperta una procedura per 221 esuberi complessivi, più di 170 dei quali riguardano la sede riminese. Dopo il mancato accordo con le organizzazioni sindacali sono state consegnate le lettere di licenziamento, aggravando l’incertezza sul futuro dei dipendenti e degli stabilimenti coinvolti.

Al tavolo del Mimit hanno partecipato la Regione Emilia-Romagna, la Regione Lombardia, l’azienda, i sindacati nazionali, territoriali e di categoria e i rappresentanti dei lavoratori. Paglia ha definito la vicenda ancora complessa e ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sui prossimi passaggi, considerati decisivi per l’esito del percorso.

Il prossimo incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato fissato per mercoledì 4 novembre. In quella sede saranno valutati gli sviluppi dell’operazione e le prospettive per l’occupazione e la continuità produttiva del gruppo.