Proseguono a Riccione gli interventi di riqualificazione dell’area dell’ex Mattatoio, in viale Bergamo, destinata a diventare il nuovo spazio cittadino dedicato all’inclusione e alle politiche giovanili. L’approvazione del nono stato di avanzamento conferma il proseguimento delle opere, con conclusione prevista per l’autunno 2026.
Gli spazi per inclusione e cultura
La trasformazione del complesso rientra nella Missione 5 del PNRR e prevede un investimento complessivo di 7,2 milioni di euro. Il progetto riguarda due edifici principali, destinati a funzioni differenti ma integrate. L’edificio A ospiterà il Polo dell’inclusione sociale, con attività rivolte allo sviluppo dell’autonomia dei giovani con disabilità, sale polifunzionali, ambienti educativi e ricreativi e un centro giovanile con aree per lo studio e il coworking.
Nello stesso edificio sarà realizzato anche un punto ristoro aperto alla cittadinanza. L’edificio B sarà invece destinato al nuovo auditorium, con sale per la musica, le prove, la formazione e gli eventi culturali. La struttura è pensata come luogo di aggregazione artistica e sociale, rivolto ai giovani, alle famiglie e alla comunità locale.
La sistemazione dell’area esterna
Dopo la demolizione del muro di recinzione, avvenuta lo scorso luglio, il cantiere si sta concentrando anche sul comparto esterno, che si estende per oltre 31 mila metri quadrati. Il progetto comprende una nuova area verde di circa 6.500 metri quadrati, una piazzetta, pergolati e percorsi pedonali pensati per collegare il complesso con il quartiere San Lorenzo.
Parallelamente procede la realizzazione della nuova dotazione di sosta, con oltre quaranta posti auto distribuiti tra viale Bergamo e viale Lombardia. Gli stalli saranno a servizio sia del quartiere sia delle attività ospitate nella struttura.
Per la sindaca Daniela Angelini, l’intervento fa parte di un più ampio percorso di rigenerazione urbana e punta a restituire alla città uno spazio pubblico destinato a giovani, inclusione, cultura e socialità. L’amministrazione comunale considera il recupero dell’area non soltanto come la riqualificazione di un edificio dismesso, ma come la realizzazione di un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere e per l’intera comunità cittadina.