Biodiversità locale

Pesci salvati dallo svuotamento dell’invaso del Conca

Carpe, cavedani e carassi trasferiti nei Laghetti Arcobaleno grazie all’impegno delle associazioni

Pesci salvati dallo svuotamento dell’invaso del Conca

La Regione Emilia-Romagna ha ringraziato le associazioni che hanno partecipato al recupero della fauna ittica durante lo svuotamento dell’invaso del Conca. Le operazioni di svaso e di messa in sicurezza sono state condotte in collaborazione con Romagna Acque-Società delle Fonti, con il coinvolgimento di numerosi volontari attivi sul territorio.

Il recupero degli esemplari

Tra le realtà impegnate nell’intervento c’è Oasi Arcobaleno Riccione, associazione che dal luglio 2024 gestisce l’area dei Laghetti Arcobaleno di viale Murano 47, spazio verde di proprietà del Comune di Riccione affidato in concessione. I volontari riccionesi hanno recuperato un quantitativo significativo di giovani carpe, trasferendole nel lago piccolo dell’oasi.

Nel corso delle attività sono stati messi in salvo anche cavedani e carassi. L’intervento riprende un’esperienza già realizzata lungo il Rio Melo, nella zona della cascatella, dove erano state adottate analoghe iniziative per proteggere gli esemplari più giovani.

Il trasferimento nell’area dei Laghetti Arcobaleno potrà consentire ai pesci recuperati di crescere in un ambiente protetto e, secondo quanto riferito, rappresenta un primo passo verso la creazione di una nursery destinata alla loro riproduzione in sicurezza. Le operazioni hanno fatto registrare una quantità di fauna salvata indicata come particolarmente rilevante.

La collaborazione sul territorio

Il risultato è stato presentato dalle istituzioni come una conferma dell’importanza della collaborazione tra enti pubblici e volontariato nella tutela della biodiversità dei corsi d’acqua. La Regione ha rivolto un plauso alle associazioni coinvolte per l’impegno profuso durante le attività di recupero.

Christian Andruccioli, assessore all’Ambiente del Comune di Riccione, ha sottolineato il valore della sinergia tra istituzioni e volontariato e ha definito la dedizione dimostrata sul campo un esempio di cura del territorio. L’intervento ha così unito le esigenze di sicurezza legate allo svuotamento dell’invaso alla salvaguardia della fauna presente nelle acque.