Talento emergente

Da Riccione alle mostre: il percorso di Marco Colafrancesco

Dai primi schizzi infantili ai ritratti dal vivo, una passione rimasta in sospeso torna a guidare la sua attività.

Da Riccione alle mostre: il percorso di Marco Colafrancesco

Sul banco di scuola disegnava di nascosto i volti dei compagni, degli insegnanti e degli amici. Alla fine delle lezioni, una gomma cancellava quei ritratti, ma non la passione per il disegno. Oggi Marco Colafrancesco, artista riccionese classe 1992 conosciuto come Colafrancesco Arte, realizza ritratti dal vivo durante matrimoni, feste private, eventi aziendali, sagre e manifestazioni.

La sua attività lo ha portato anche alle Befane Shopping Centre, dove ha disegnato per quattro ore, e nelle strade del centro di Bologna, dove in autunno e nel periodo natalizio capita di incontrarlo come artista di strada. Il rapporto con il disegno, però, nasce molto prima: da figlio unico riempiva le giornate con Pokémon, Dragon Ball e ritratti, partecipando ai laboratori creativi del centro estivo e continuando a lavorare a casa con matite e creta.

I primi disegni e la scelta della scuola

A nove anni realizzò il primo quadro incorniciato, dedicato a un pavone che osservava con i genitori e le nonne al Parco della Resistenza di Riccione. L’opera vinse un concorso riservato ai bambini e fu esposta negli uffici dell’associazione cacciatori. Anche alle scuole medie l’educazione artistica era la materia in cui riusciva meglio, ma il consiglio ricevuto dalla preside, che era anche la sua insegnante, fu di scegliere un percorso da geometra, considerato più utile per trovare lavoro.

Marco si iscrisse così al Belluzzi di Rimini, ma il disegno tecnico fatto di righe, squadre e compassi non lo convinse. Dopo una bocciatura lasciò il corso da geometra e passò all’Osfin, che abbandonò dopo pochi mesi. A 18 anni iniziò a lavorare: per cinque anni fece l’idraulico, poi fu cameriere per una stagione e trascorse due anni in fabbrica, occupandosi della realizzazione di ombrelloni. Oggi lavora da Cambielli come banconista e magazziniere.

Il ritorno alla matita

Per un periodo aveva smesso completamente di disegnare. La matita tornò tra le sue mani quasi per caso, quando realizzò il ritratto di una ragazza nel tentativo di conquistarla. La relazione non ebbe l’esito sperato, ma quel disegno riaccese la sua passione. Cominciò a ritrarre amici partendo dalle fotografie e a pubblicare i lavori su Facebook, ricevendo i primi apprezzamenti e trovando nuovi stimoli per migliorare.

Nel 2014 un amico gli segnalò il numero di un pittore della zona. Marco lo contattò e andò nel suo studio con alcuni disegni. Da settembre di quell’anno iniziò il percorso artistico sotto la guida del maestro, che prosegue ancora oggi. Recuperò anche il vecchio cavalletto ricevuto dai genitori durante l’infanzia, rimasto per anni in garage. Nel 2020 ne arrivò un secondo, regalato dalla compagna di allora e pensato per lavorare all’aperto.

Da quel momento i ritratti hanno iniziato a comparire nei mercatini, poi negli eventi, nei matrimoni e nelle feste. Il lavoro davanti al pubblico convive con la pittura, che per Marco rappresenta una ricerca personale sulla figura umana e sui grandi temi esistenziali. Il suo linguaggio affonda le radici nell’espressionismo e comprende matita, carboncino, pastello, acquerello, gouache, acrilico e olio.

Negli ultimi anni sono arrivate anche le mostre: una collettiva a Rimini, la bipersonale Crisalide a Ravenna nel 2024 e, più recentemente, la personale Dove il corpo accade, curata da Chiara Tonti al Mississippi di Gabicce Mare. Ora continua a lavorare e a spostarsi con il suo cavalletto, pensando già a una nuova mostra personale che potrebbe essere realizzata nel 2027.