Il gruppo della moda Aeffe ha chiesto l’apertura del confronto sindacale per passare dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria. La procedura riguarda tutti i dipendenti: 389 lavoratori nello stabilimento di San Giovanni in Marignano e circa un centinaio nella sede di Milano. La richiesta arriva dopo mesi di tensioni legate al piano degli esuberi e alle procedure di licenziamento avviate dall’azienda.
La società ha domandato un esame congiunto con le organizzazioni sindacali per valutare l’avvio dell’ammortizzatore straordinario. Toccherà ora ai rappresentanti dei lavoratori esaminare la proposta e definirne le condizioni. Non c’è ancora una posizione condivisa sulla procedura e il sindacato dovrà decidere se esprimere il proprio assenso dopo il confronto con Aeffe.
Il nodo degli esuberi
Il passaggio alla nuova formula arriva dopo l’annuncio di 221 esuberi complessivi tra la sede romagnola e quella milanese e l’avvio delle procedure di licenziamento per 120 lavoratori. Proprio il ricorso alla cassa integrazione ordinaria era stato contestato dai sindacati, che avevano giudicato inadeguata la scelta di concentrare la sospensione dell’attività lavorativa nella giornata di venerdì.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, inoltre, in precedenza non erano stati utilizzati ammortizzatori sociali per conservare i posti di lavoro. La richiesta di cassa straordinaria apre quindi una nuova fase del confronto, senza però sciogliere i nodi occupazionali né chiarire l’esito della procedura. La discussione dovrà stabilire modalità e durata dell’intervento per il personale coinvolto.
Il futuro industriale di Aeffe e Pollini
La questione occupazionale si intreccia con il futuro industriale del gruppo e del marchio Pollini. Sul tavolo c’è l’offerta da 115 milioni di euro presentata da Oxy Capital Italia insieme a una cordata di imprenditori. Aeffe e la controllata Pollini stanno intanto seguendo il percorso giudiziario avviato per affrontare la crisi e arrivare alla possibile cessione delle attività.
Il tentativo di raggiungere un accordo con i creditori era partito il 2 ottobre 2025, con l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi. Dopo gli aggiornamenti sulle trattative comunicati il 30 settembre 2026, il percorso si è concluso il 4 ottobre. Il 9 ottobre Aeffe e Pollini hanno quindi depositato al Tribunale di Bologna un ricorso prenotativo per accedere al procedimento unitario di regolazione della crisi.
Con l’istanza, le società hanno chiesto 60 giorni per presentare un Piano di ristrutturazione omologato e quattro mesi di misure protettive. L’obiettivo è impedire ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio aziendale, tra cui pignoramenti e sequestri. È stata inoltre richiesta l’autorizzazione a vendere le aziende prima dell’omologazione, così da poter dare seguito all’offerta di acquisto.