Dopo dieci anni di attività, la pasticceria Jolly ha chiuso il proprio punto vendita di Bellaria Igea Marina, in via Roma, nei pressi dell’Isola dei Platani, il principale polo commerciale della città. La decisione è stata comunicata dallo staff attraverso un messaggio pubblicato sui social, nel quale viene espressa la difficoltà della scelta e rivolto un ringraziamento alla clientela.
«Abbiamo deciso di chiudere. È stata una decisione sofferta, ma era da fare», si legge nel post. Nel messaggio, la squadra ha ricordato il rapporto costruito con i clienti nel corso degli anni, citando il sostegno ricevuto attraverso messaggi, richieste, sorrisi e fiducia. La chiusura segna così la fine dell’attività nella sede che si affacciava sulla zona commerciale di via Roma.
Conti sempre più difficili
Secondo quanto riferito da Elisa, una delle lavoratrici dello staff, al Resto del Carlino, la decisione è stata presa dal titolare Mauro Paglialonga dopo aver verificato la crescente difficoltà nel far quadrare i conti. A pesare sarebbero stati soprattutto i continui rincari, a partire dalle bollette, in un quadro reso più complesso dalle tensioni geopolitiche internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi dello stretto di Hormuz.
Le difficoltà economiche si sono aggiunte agli effetti dei lockdown durante la pandemia da Sars-CoV-2. Per contenere le spese, la proprietà aveva già provato a intervenire con una rimodulazione degli orari e successivamente con la chiusura del laboratorio di Bellaria, trasferendo la produzione nella sede di Rimini. Gli interventi, però, non sono bastati a garantire la sostenibilità dell’attività.
La decisione della proprietà
«Mauro ha fatto le sue valutazioni e ha capito che gli incassi invernali non bastavano a coprire le spese», ha spiegato la lavoratrice. La scelta di interrompere l’attività è stata descritta come il risultato di un percorso maturato nel tempo e accompagnato da tristezza, amarezza e delusione. Nel saluto alla clientela, lo staff ha infine sottolineato di voler conservare i ricordi e l’affetto ricevuti durante gli anni di presenza a Bellaria.