È finito a processo un 47enne pugliese accusato di avere perseguitato l’ex compagna, una 37enne di Riccione, dopo la conclusione della loro relazione. Nei suoi confronti sono contestati i reati di atti persecutori aggravati e danneggiamento.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di comportamenti insistenti e minacciosi: telefonate ripetute, appostamenti e pedinamenti. La pressione avrebbe coinvolto anche i familiari della donna, fino a costringerla a lasciare la propria abitazione e a rifugiarsi dalla madre.
Le minacce rivolte alla famiglia
Tra gli episodi contestati figura un messaggio inviato alla madre della 37enne, nel quale sarebbe comparsa la frase "L'acido è pronto". L’accusa colloca inoltre tra le condotte persecutorie gli appostamenti sotto casa dell’ex compagna e le minacce rivolte alla donna.
In un’altra circostanza, l’uomo si sarebbe presentato in una tabaccheria, minacciando di sfregiare l’ex con l’acido. Nello stesso contesto della vicenda è contestato anche il danneggiamento dell’auto della 37enne.
L’arresto e la prima udienza
Dopo l’episodio avvenuto nella tabaccheria, per il 47enne era scattato l’arresto. L’uomo è stato quindi trasferito in carcere, dove si trova mentre procede il procedimento a suo carico. Le accuse dovranno essere esaminate nel corso del processo e dovranno trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie.
La prima udienza è fissata per il 21 ottobre davanti alla giudice Elisa Giallombardo. Il procedimento riguarda i fatti denunciati dall’ex compagna e i presunti danneggiamenti collegati alla persecuzione, mentre la donna, secondo quanto ricostruito, aveva già lasciato casa per cercare protezione presso la madre.