Violenza e accuse

Turista picchiato per il cellulare, un 29enne a processo

Il gip dispone il giudizio immediato: contestati lesioni, resistenza ai militari e possesso illecito di una lama

Turista picchiato per il cellulare, un 29enne a processo

Un turista romano in vacanza a Riccione sarebbe stato aggredito e picchiato ai Giardini dell’Alba per sottrargli il telefono cellulare. L’episodio risale al 10 luglio, quando l’uomo, seduto sulla gradinata dell’area, sarebbe stato avvicinato e accerchiato da tre giovani. Dalle minacce si sarebbe passati rapidamente alla violenza, con calci e pugni al volto e una successiva ferita provocata da un coltello.

Per la vicenda un 29enne di origine tunisina è stato mandato direttamente a processo. Il gip del Tribunale di Rimini ha accolto la richiesta del pubblico ministero Luca Bertuzzi e disposto il giudizio immediato. Il giovane, difeso dall’avvocato Massimo Vico, si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per la contestazione principale.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto sostenuto dalla procura, il 29enne avrebbe partecipato al pestaggio del turista, colpendolo con calci e pugni. Durante l’aggressione sarebbe comparso anche un coltello: un fendente avrebbe raggiunto la mano destra della vittima, provocando un taglio sul dorso. Subito dopo, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, al turista sarebbe stato strappato il marsupio che portava con sé. All’interno si trovava il telefono, ritenuto il possibile obiettivo dell’azione.

L’uomo avrebbe riportato una costola rotta e la ferita alla mano causata dalla lama. I medici gli hanno assegnato una prognosi di trenta giorni. Le accuse contestate al giovane comprendono rapina aggravata, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di coltello.

La reazione all’arrivo dei carabinieri

La vicenda sarebbe proseguita anche dopo l’intervento dei carabinieri. Quando i militari sono arrivati per bloccare il 29enne, il giovane avrebbe cercato di opporsi all’arresto. Ne sarebbe nata una colluttazione durata alcuni minuti, durante la quale avrebbe sferrato calci e spintoni e tentato di colpire gli operatori anche con delle testate. Da qui deriva la contestazione aggiuntiva di resistenza a pubblico ufficiale.

Il coltello che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione ha portato anche alla contestazione del porto ingiustificato dell’arma. Con il giudizio immediato disposto dal gip, il procedimento approderà direttamente davanti al Tribunale di Rimini. In quella sede saranno esaminate le accuse e ricostruiti i passaggi dell’episodio avvenuto ai Giardini dell’Alba.