Spazi urbani

Dehors, Fipe Rimini: «Sono una risorsa per le città»

Denis Preite chiede norme uniformi, verifiche coerenti e autorizzazioni più rapide per le strutture all’aperto.

Dehors, Fipe Rimini: «Sono una risorsa per le città»

I dehors sono una risorsa per le imprese e per la qualità degli spazi cittadini. A sostenerlo è Denis Preite, presidente di Fipe Confcommercio della Provincia di Rimini, secondo cui le strutture all’aperto possono rendere più attrattivi locali e quartieri, favorendo socialità, accoglienza e sicurezza.

Per Preite, la pandemia ha modificato in modo significativo le abitudini di cittadini e turisti, aumentando la richiesta di vivere gli spazi esterni durante tutto l’anno, anche nei mesi più freddi. In un territorio a forte vocazione turistica come il Riminese, gli spazi all’aperto sono quindi considerati parte integrante dell’offerta dei pubblici esercizi.

Qualità urbana e regole condivise

La valorizzazione dei dehors, secondo Fipe Confcommercio, deve procedere insieme al rispetto dell’identità dei luoghi. L’associazione sostiene la necessità di strutture ordinate, accessibili e conformi alle regole, con arredi adeguati e capaci di inserirsi nel contesto urbano, soprattutto nei centri storici. Piazze e strade, sottolinea Preite, devono restare fruibili da tutti, mentre un dehors progettato correttamente può contribuire a valorizzare e non a impoverire lo spazio pubblico.

La presenza dei pubblici esercizi, con l’illuminazione e la frequentazione anche serale, viene inoltre indicata come un possibile presidio contro il degrado. L’idea espressa da Fipe è che una maggiore vitalità dei luoghi possa favorire anche una più attenta cura della città e una percezione più elevata di sicurezza.

In questo quadro, l’associazione guarda con favore allo schema di riordino delle concessioni di suolo pubblico approvato in via preliminare pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede procedure più snelle per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche, con un termine di 45 giorni e il meccanismo del silenzio assenso. Per Preite si tratta di un segnale positivo per le imprese, che necessitano di tempi certi e ragionevoli per programmare gli investimenti.

La distinzione tra somministrazione e vendita

Fipe Confcommercio chiede anche criteri condivisi su materiali, colori e arredi, ritenendo possibile conciliare la tutela del patrimonio storico con la vitalità economica. Un altro punto riguarda la distinzione tra le attività di somministrazione e quelle di vendita alimentare o artigianale.

Secondo Preite, i dehors attrezzati per la somministrazione dovrebbero essere riservati ai pubblici esercizi regolarmente abilitati, come bar, pub e ristoranti. L’associazione evidenzia che queste attività sono soggette a specifici obblighi amministrativi, igienico-sanitari e fiscali. Consentire ad altre realtà di offrire di fatto lo stesso servizio senza gli stessi requisiti, sostiene Fipe, potrebbe determinare disparità e concorrenza sleale, oltre a un’ulteriore occupazione di aree pubbliche.

La richiesta conclusiva è quella di adottare regole omogenee e controlli coerenti, senza contrapporre qualità urbana e attività economiche. L’obiettivo indicato da Fipe Confcommercio è favorire strutture capaci di sostenere i locali e, allo stesso tempo, contribuire a rendere le città più accoglienti, frequentate e sicure.