Tradizioni locali

Settantamila visitatori alla Fiera di San Michele di Santarcangelo

Animali, rievocazioni medievali e specialità gastronomiche hanno richiamato anche numerosi ospiti stranieri.

Settantamila visitatori alla Fiera di San Michele di Santarcangelo

Si è chiusa con un’affluenza stimata in 70mila persone la Fiera di San Michele di Santarcangelo di Romagna, seguita tra sabato 26 e domenica 27 settembre. La manifestazione ha richiamato anche un numero consistente di turisti stranieri, confermandosi uno degli appuntamenti più partecipati del territorio.

Secondo gli organizzatori di Blu Nautilus, l’edizione appena conclusa ha fatto registrare un ulteriore passo avanti rispetto agli anni precedenti. Il programma ha puntato sulla valorizzazione degli elementi identitari legati al patrono, agli animali e alla cipolla dell’acqua, insieme alla riscoperta delle radici storiche della fiera.

Animali e rievocazioni medievali

Tra le attrazioni più frequentate ci sono state le esposizioni degli animali da fattoria e delle razze romagnole, che hanno registrato un afflusso costante durante le due giornate. Ampia partecipazione anche per Michael 1372, la cittadella medievale allestita per ricordare il periodo di massima espansione del culto di San Michele, al quale risale l’origine della manifestazione.

Nel corso della giornata si sono susseguiti spettacoli di rievocazione storica, attività di tiro con l’arco rivolte a bambini e bambine, la riproduzione di un castello e postazioni dedicate alle arti e ai mestieri del Medioevo. Il percorso ha offerto ai visitatori una ricostruzione dell’atmosfera storica collegata alla nascita della fiera.

La cucina del territorio

Bilancio positivo anche per la Piazza dei Cipolloni, che tra sabato e domenica ha servito oltre un migliaio di piatti. Il menù proponeva prodotti DOP e IGP del territorio, tra cui la cipolla dell’acqua, presidio Slow Food, reinterpretata dagli chef Massimiliano Mussoni, Omar Casali, Giuseppe Gasperoni, Claudio Di Bernardo, Claudio Cesena e Silver Succi.

La manifestazione ha ricordato anche il legame storico con gli uccelli da richiamo, pur nel cambiamento delle sensibilità ambientali che ha portato all’abbandono delle iniziative tradizionali legate alla caccia. Il progetto Gazòtt, curato da Anton Roca ed Emiliano Battisti, ha proposto installazioni visivo-sonore nelle vie centrali del borgo e una performance musicale di Fabio Mina nelle grotte di San Michele, nel Luogo del Belsentire.

Le installazioni hanno permesso ai visitatori di ascoltare il canto degli uccelli lungo le strade del centro. All’evento nelle grotte hanno partecipato circa 70 persone. La Fiera di San Michele si concluderà ufficialmente martedì 20 settembre con la tradizionale messa dedicata al patrono, celebrata dal vescovo Nicolò Anselmi alle 20.30 nella chiesa Collegiata.

Il sindaco Filippo Sacchetti ha attribuito il risultato al lavoro di riscoperta e valorizzazione dell’identità locale, sottolineando la partecipazione del pubblico e l’impatto della manifestazione sulle attività del borgo. Secondo il primo cittadino, la presenza di visitatori stranieri e la risposta registrata durante il fine settimana confermano l’opportunità di continuare a investire in proposte legate alle tradizioni, anche attraverso reinterpretazioni contemporanee.