Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti torna a criticare il governo sul bando-tipo per le concessioni balneari e demaniali. In una nota, l’esponente pentastellato accusa l’esecutivo di non aver ancora fornito indicazioni operative attese da imprese, lavoratori e Comuni coinvolti nella gestione degli arenili.
Secondo Croatti, il documento è diventato una sorta di Godot di Beckett: tutti ne parlano e lo aspettano, ma nessuno lo vede arrivare. Il riferimento è al protrarsi del rinvio sul modello di gara che dovrebbe orientare le amministrazioni nelle procedure per l’assegnazione delle concessioni. Per il senatore, il ritardo non sarebbe soltanto un problema amministrativo, ma il segnale di una più ampia mancanza di assunzione di responsabilità da parte del governo.
La richiesta ai Comuni
Nella sua presa di posizione, Croatti invita i Comuni a indire immediatamente le gare, senza attendere ulteriori indicazioni dell’esecutivo. A suo giudizio, il quadro normativo sarebbe già sufficientemente definito dalle sentenze intervenute negli ultimi mesi e consentirebbe alle amministrazioni di procedere.
Il senatore sostiene che la gestione della vicenda rappresenti un metodo basato su promesse rivolte alle categorie interessate, rinvii e mancata decisione. Il giudizio espresso è fortemente politico: il governo, afferma, sarebbe stato pronto a raccogliere consenso attraverso gli annunci, ma meno capace di intervenire quando è arrivato il momento di stabilire regole concrete per il comparto.
Le priorità indicate per i futuri bandi
Il Movimento 5 Stelle chiede agli amministratori locali di mettere al centro delle procedure l’interesse pubblico. Tra gli obiettivi indicati da Croatti figurano un aumento delle spiagge libere attrezzate, maggiore sostenibilità nella gestione degli arenili, una riduzione dell’occupazione di suolo e misure di tutela per il lavoro e la micro-imprenditoria.
Nel passaggio conclusivo della nota, l’esponente M5S richiama il carattere collettivo del demanio marittimo e sostiene che non debbano essere premiati eventuali concessionari che abbiano violato le regole, adottato comportamenti predatori o abusato del titolo ottenuto. Si tratta di valutazioni e richieste politiche rivolte alle amministrazioni incaricate di predisporre le future gare.
Croatti definisce quindi la revisione del sistema delle concessioni un’occasione per cambiare approccio, assicurando trasparenza, diritti e regole chiare. La sua critica si concentra in particolare sull’assenza del bando-tipo e sulle conseguenze del rinvio per gli operatori economici e gli enti locali chiamati a organizzare le procedure.