Tradizioni inclusive

Da Novafeltria a Tokyo, la piadina romagnola arriva in ambasciata

Corinna Lattanzi sarà protagonista di un laboratorio nel quadro dell’anniversario diplomatico tra Italia e Giappone

Da Novafeltria a Tokyo, la piadina romagnola arriva in ambasciata

Corinna Lattanzi, giovane di Novafeltria e componente dell’associazione Cuore21, sarà a Tokyo a fine ottobre per partecipare a un laboratorio dedicato alla preparazione della piadina romagnola. L’iniziativa si svolgerà all’Ambasciata d’Italia in occasione degli eventi organizzati per il 160° anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone.

Un laboratorio dedicato alla piadina

Durante l’appuntamento, Corinna sarà affiancata dagli amici di Dalla Lella, storica realtà riminese legata alla tradizione della piadina. Insieme presenteranno uno dei prodotti più riconoscibili della cucina romagnola, illustrandone la preparazione e il significato culturale. Attraverso una ricetta fatta di farina, acqua e gesti tramandati nel tempo, il laboratorio permetterà di raccontare anche il territorio da cui questa specialità proviene.

L’invito, secondo quanto comunicato da Cuore21, è arrivato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. La trasferta rappresenterà per la giovane della Valmarecchia un’occasione per portare oltre i confini italiani un elemento della propria cultura e, nello stesso tempo, per vivere un’esperienza internazionale all’interno di una sede istituzionale.

Il percorso con Cuore21

La partecipazione all’iniziativa si inserisce nel percorso sviluppato da Cuore21, associazione che accompagna persone con disabilità in attività orientate alla crescita, all’autonomia e alla partecipazione. Per Corinna, il viaggio in Giappone sarà una nuova occasione per mettersi alla prova e sperimentare un contesto diverso da quello abituale, assumendo un ruolo attivo nella presentazione della tradizione romagnola.

La notizia ha suscitato l’orgoglio della comunità di Novafeltria e della Valmarecchia. La giovane porterà così in Giappone non soltanto un prodotto gastronomico, ma anche la storia di una terra e di una consuetudine popolare. Il laboratorio unirà infatti cucina, identità locale e inclusione, mostrando come un’esperienza personale possa diventare occasione di rappresentanza del territorio davanti a un pubblico internazionale.