Tutela paesaggistica

Critiche a San Leo per l’Halloween Ronde

Il professore Riccardo Santolini contesta la compatibilità della competizione con identità culturale e patrimonio del borgo

Critiche a San Leo per l’Halloween Ronde

La scelta di ospitare a San Leo l’Halloween Ronde, competizione automobilistica organizzata dalla Scuderia San Marino, è stata contestata dal professor Riccardo Santolini, docente dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo e componente del Comitato nazionale per il Capitale Naturale. In una lettera aperta indirizzata al sindaco, il docente chiede all’amministrazione di ripensare la strategia di valorizzazione del territorio.

Al centro dell’intervento c’è la compatibilità tra una gara automobilistica e le caratteristiche storiche, ambientali e culturali del borgo. Santolini richiama i vincoli che tutelano la rupe, il centro storico e i principali monumenti di San Leo, tra cui la Fortezza, la Cattedrale, l’antica Pieve e il Palazzo Mediceo. Nella lettera vengono citati anche il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e l’inserimento tra i Borghi più belli d’Italia.

Il richiamo alla vocazione del territorio

Secondo Santolini, la vocazione territoriale di San Leo sarebbe legata soprattutto alla fruizione del patrimonio storico e paesaggistico, alla lentezza e alla contemplazione. Il professore sostiene che rumore, inquinamento acustico e impatto visivo connessi alla manifestazione possano alterare l’atmosfera del luogo e creare un conflitto con il turismo culturale e sostenibile.

Nella lettera viene inoltre contestata la presenza di una conferenza stampa nella Fortezza, indicata come bene statale. Santolini chiede quindi chiarimenti sulle autorizzazioni e sul rapporto tra l’iniziativa e le esigenze di tutela del complesso monumentale. Il docente richiama anche la protezione paesaggistica della rupe calcarea, dei calanchi e del paesaggio storico del Montefeltro, oltre al riferimento al sito seriale UNESCO dedicato al Carsismo e alle grotte nelle evaporiti dell’Emilia-Romagna.

Il confronto con il turismo sostenibile

Uno dei passaggi più critici riguarda l’impatto della manifestazione sui visitatori. Santolini afferma che, nella giornata della gara, cinque gruppi di escursionisti e pellegrini della Via di Francesco, per un totale di circa 150 persone, avrebbero rinunciato a fermarsi o a salire in città a causa dell’evento. Il dato è riportato nella lettera e viene utilizzato per sostenere che l’iniziativa potrebbe penalizzare le attività legate alla fruizione culturale e naturalistica del territorio.

Il professore invita il sindaco a chiarire quale sia la visione dell’amministrazione per il futuro di San Leo e, più in generale, della Valle del Marecchia. La richiesta riguarda il rapporto tra tutela dei beni comuni, promozione turistica e organizzazione di eventi ritenuti non coerenti con l’identità del borgo.

Nel documento Santolini sostiene infine che la valorizzazione di San Leo dovrebbe fondarsi sulla difesa del patrimonio affidato alle istituzioni e alle comunità, richiamando anche l’articolo 9 della Costituzione. La lettera si conclude con l’appello a una risposta pubblica del sindaco sulla strategia amministrativa e sulle modalità con cui il Comune intende conciliare iniziative di richiamo e protezione del paesaggio storico e naturale.