Dopo la gara

Tensione al Flaminio, insulti alla moglie di Cody Demps

La donna, incinta, sarebbe stata difesa da altri presenti; intervenuti sicurezza e agenti.

Tensione al Flaminio, insulti alla moglie di Cody Demps

Momenti di tensione al Palazzetto dello sport Flaminio di Rimini al termine della partita tra Rinascita Basket Rimini e Avellino. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due tifosi riminesi avrebbero rivolto insulti alla moglie israeliana del giocatore biancorosso Cody Demps, accompagnandoli con gesti delle mani riconducibili a una pistola.

La donna, incinta, sarebbe rimasta visibilmente scossa. Altri sostenitori presenti nell’impianto sarebbero intervenuti in sua difesa, insieme ad alcune compagne degli altri giocatori della squadra di casa. Il personale di sicurezza avrebbe quindi accompagnato fuori dal palazzetto i due uomini indicati come responsabili dell’episodio.

L’intervento della polizia

Sul posto è intervenuta anche la polizia, con l’obiettivo di riportare la calma. Gli agenti hanno accompagnato fuori dall’impianto il giocatore e la sua compagna. Uno dei due tifosi, secondo le testimonianze raccolte, avrebbe continuato a rivolgere insulti anche dopo essere stato allontanato.

L’episodio si è verificato quando i giocatori erano già negli spogliatoi e gran parte del pubblico aveva lasciato il palazzetto. Le ricostruzioni disponibili si basano al momento sulle testimonianze dei presenti; nel testo non vengono riferiti provvedimenti giudiziari nei confronti dei due uomini.

La solidarietà del sindaco

Sulla vicenda è intervenuto nella mattinata di lunedì 5 ottobre il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. Il primo cittadino ha definito l’accaduto una vergognosa aggressione verbale e ha espresso alla donna vicinanza e solidarietà.

Sadegholvaad ha sottolineato che quanto avvenuto è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con la città. Nel suo intervento ha inoltre richiamato la medaglia d’oro al valore civile assegnata a Rimini, ribadendo il rifiuto di qualsiasi forma di violenza, prevaricazione, guerra o sopruso, in qualunque contesto si verifichi.