Le dichiarazioni del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad sulla cosiddetta guerra dei prezzi nel settore alberghiero riaprono il confronto sul futuro del turismo riminese. A intervenire è ARIMINENSIS, Associazione per il territorio, che chiede di superare le contrapposizioni e di affrontare le difficoltà economiche delle piccole strutture ricettive.
Il tema è stato affrontato durante un convegno promosso da Teamwork Hospitality al Grand Hotel, dove il primo cittadino ha discusso della concorrenza tariffaria e degli operatori che, secondo quanto riferito, rischierebbero di penalizzare il sistema turistico. ARIMINENSIS invita ad approfondire la questione, chiedendo innanzitutto di individuare con precisione i soggetti a cui vengono attribuite le responsabilità.
Tariffe, costi e capacità di investimento
Secondo l’associazione, una tariffa contenuta non equivale automaticamente a un’irregolarità. La corsa al ribasso può danneggiare le imprese che investono nella qualità, ma occorre distinguere tra chi sceglie di non ammodernare la propria struttura e chi, pur volendo intervenire, non dispone delle risorse necessarie.
Personale, contributi, fornitori, utenze, manutenzioni, imposte, affitti e finanziamenti rappresentano costi che gravano sulle attività alberghiere. Quando i ricavi non bastano a coprire le spese, diventa difficile destinare fondi alla ristrutturazione delle camere, dei servizi e degli spazi comuni. Per ARIMINENSIS, una promozione occasionale può rientrare nelle normali strategie commerciali, mentre una concorrenza fondata stabilmente sul prezzo più basso rischia di ridurre la redditività del comparto.
Un ulteriore elemento indicato dall’associazione riguarda il rapporto tra offerta e domanda. Rimini dispone di una capacità ricettiva significativa, ma i flussi variano nel corso dell’anno. Durante i principali appuntamenti fieristici la domanda può sostenere tariffe più remunerative; nei periodi di minore affluenza, invece, la competizione aumenta e i margini si riducono, soprattutto per le strutture di fascia economica.
Piccole strutture e riequilibrio del territorio
ARIMINENSIS richiama in particolare la situazione degli alberghi familiari, spesso composti da dieci o venti camere. In molti casi i titolari e i familiari lavorano per gran parte della stagione, ottenendo redditi annuali contenuti e senza disporre dei capitali o delle garanzie richieste dagli istituti di credito. Una condizione analoga, secondo l’associazione, riguarda i gestori in affitto d’azienda, chiamati a sostenere canoni e costi di gestione senza essere proprietari degli immobili.
Il rispetto delle regole fiscali e del lavoro, sottolinea l’associazione, deve essere garantito da tutti. Tuttavia, una tariffa bassa non può essere considerata da sola una prova di irregolarità: servono verifiche puntuali e valutazioni basate su elementi concreti, evitando generalizzazioni che potrebbero coinvolgere anche imprese corrette.
Nel valutare la salute del sistema turistico, inoltre, presenze e incassi dell’imposta di soggiorno non sarebbero sufficienti. Occorre capire quanto reddito resti effettivamente alle attività dopo il pagamento dei costi e quante risorse possano essere destinate a manutenzione, riqualificazione e servizi. Un territorio può registrare flussi consistenti e, nello stesso tempo, avere imprese in difficoltà sul piano della redditività.
L’associazione richiama anche la riqualificazione del waterfront e chiede attenzione per le aree di Rimini Nord, tra Rivabella, Viserba, Viserbella e Torre Pedrera. Il tema riguarda la distinzione tra valorizzazione e pedonalizzazione permanente, oltre alla necessità di garantire un equilibrio tra le diverse zone turistiche della città.
La proposta finale è l’avvio di un confronto strutturato tra amministrazione comunale, associazioni di categoria e operatori economici. Al centro dovrebbero esserci stagionalità, redditività, concorrenza tariffaria e investimenti, con l’obiettivo di creare condizioni che consentano alle imprese di rispettare le regole, migliorare l’offerta e programmare il futuro.