Il progetto di Housing First rivolto a persone in condizioni di grave marginalità e precarietà abitativa si rinnova e si potenzia a Santarcangelo di Romagna. L’intervento riguarda un immobile di via Celletta dell’Olio, ricavato da un vecchio casello della ferrovia Santarcangelo-Urbino, e rientra nel programma regionale INtegra-ER, dedicato all’inclusione sociale e al contrasto della condizione di senza dimora.
Il Comune di Rimini, partner del programma e referente della progettazione locale per il Distretto, ha concluso la procedura pubblica di co-progettazione individuando la proposta dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Il modello Housing First prevede che la casa non sia il punto di arrivo di un percorso di reinserimento, ma la base dalla quale ricostruire autonomia, relazioni e accesso ai servizi.
Quattro alloggi per sei persone
Nel Distretto di Rimini si stima la presenza stabile di 300-400 persone senza dimora, tra chi vive in strada, chi ricorre ai dormitori o a sistemazioni di fortuna e chi affronta una forte instabilità abitativa. Il progetto affianca quindi agli interventi di emergenza un’accoglienza più stabile, collegando la disponibilità di un’abitazione all’accompagnamento educativo e al sostegno sociale e sanitario.
L’intervento è destinato a persone sole o in coppia con fragilità relazionali e percorsi di marginalità consolidati, senza vincoli di età o residenza. Particolare attenzione sarà riservata agli ultracinquantenni e a chi presenta fragilità fisiche o psichiche. Nell’immobile sono previsti quattro alloggi e alcuni spazi comuni, per un’accoglienza complessiva fino a sei persone.
Per ogni beneficiario sarà predisposto un progetto educativo individualizzato, con obiettivi legati alla gestione della casa, alla salute, all’accesso ai servizi e alle relazioni sociali. Il supporto comprenderà visite domiciliari, colloqui e una reperibilità telefonica 24 ore su 24, in un percorso costruito sulle esigenze delle singole persone e senza modelli standardizzati.
Un anno di attività e monitoraggio
A realizzare il progetto saranno la Comunità Papa Giovanni XXIII, attiva nel territorio riminese anche con esperienze di Housing First dal 2014, la Cooperativa Sociale Fratelli è Possibile e la Cooperativa sociale La Fraternità. Il lavoro sarà svolto in raccordo con il Comune di Santarcangelo, i servizi sociali territoriali, l’Ausl e il Centro servizi per il contrasto alla povertà.
La durata iniziale è fissata in dodici mesi, dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027, con la possibilità di proseguire dopo una verifica dei risultati. Il Distretto di Rimini mette a disposizione 63mila euro per il primo anno, finanziati attraverso INtegra, oltre all’immobile santarcangiolese. Il monitoraggio sarà effettuato ogni sei mesi sulla base di alcuni indicatori: stabilità abitativa, accesso ai servizi, autonomia nella vita quotidiana e partecipazione alla comunità.
Secondo il presidente del Distretto socio-sanitario di Rimini, Kristian Gianfreda, la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e comunità locali consente di costruire risposte concrete per le persone più fragili. L’assessore ai servizi sociali di Santarcangelo, Filippo Borghesi, ha sottolineato la continuità dell’esperienza e il ruolo della casa come primo passo verso l’autonomia.