Igor Protti nasce a Rimini il 24 settembre 1967 e muove i primi passi nelle giovanili del club cittadino. A soli sedici anni, il 27 maggio 1984, debutta in Serie C1 contro la Spal: l’allenatore Beppe Materazzi lo manda in campo al 65’ al posto di Giordano Cinquetti. È l’inizio di una carriera destinata a svilupparsi tra le principali categorie del calcio italiano.
Dopo una stagione ancora a Rimini, con Arrigo Sacchi in panchina, Protti si trasferisce al Livorno e passa poi da Messina e Bari. In Puglia raggiunge la consacrazione nella stagione 1995-96, quando segna 24 gol in Serie A e conquista il titolo di capocannoniere insieme a Giuseppe Signori. Il Bari, tuttavia, retrocede: Protti diventa così il primo, e tuttora unico, calciatore ad avere vinto la classifica marcatori del massimo campionato con una squadra poi scesa in Serie B.
Il legame con Livorno
Seguono le esperienze con Lazio, Napoli e Reggiana. Con gli azzurri indossa anche la maglia numero 10 appartenuta a Diego Armando Maradona, in una stagione chiusa con un’altra retrocessione. Nel 1999 torna al Livorno, allora in Serie C1. Quella che poteva sembrare una scelta in controtendenza diventa invece il capitolo più importante del suo rapporto con la città toscana.
Con la maglia amaranto vince per due volte consecutive la classifica marcatori della Serie C1: 20 reti nel 2000-01 e 27 nel 2001-02. Nel 2002-03 contribuisce alla promozione in Serie B segnando 23 gol e chiudendo ancora una volta in testa alla graduatoria dei realizzatori. L’anno successivo il Livorno torna in Serie A dopo 54 anni. Protti firma 24 reti, mentre Cristiano Lucarelli ne realizza 29, formando una coppia diventata simbolo della squadra.
Protti è uno dei soli due calciatori, insieme a Dario Hübner, ad avere conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. L’ultima partita arriva il 22 maggio 2005 allo stadio Armando Picchi contro la Juventus. L’incontro termina 2-2 e Protti segna una delle reti del Livorno. A 37 anni chiude la carriera con più di 600 presenze e 257 gol.
Il ricordo dopo la morte
Il rapporto con la città d’origine resta vivo. Nel 2003 il Comune di Rimini gli assegna il Sigismondo d’Oro, riconoscimento destinato alle personalità che hanno dato lustro alla città. Nel luglio 2025 Protti rende pubblica la sua battaglia contro un tumore al colon e parla delle cure. Il 25 maggio 2026 accompagna la figlia Noemi all’altare, in quella che sarà la sua ultima apparizione pubblica.
Igor Protti muore il 19 giugno 2026 a 58 anni. Livorno lo ricorda come una delle proprie bandiere, Bari come il capocannoniere della stagione più importante e Napoli per la maglia numero 10 e il difficile campionato vissuto in azzurro. A Rimini, fuori dal Romeo Neri, compare uno striscione dedicato al calciatore: Ciao Igor, orgoglio riminese. Il ricordo torna così a quel debutto del 1984, quando da sedicenne entrò nel calcio dei grandi.