Un 48enne riminese è stato rinviato a giudizio immediato con l’accusa di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex compagna, una donna di 42 anni. La prima udienza è fissata a dicembre davanti alla giudice Elisa Giallombardo. L’uomo, difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, si trova in carcere dopo l’arresto eseguito alla fine di agosto.
Le contestazioni
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i comportamenti persecutori sarebbero iniziati nel 2022 e si sarebbero intensificati tra giugno e luglio 2026. Alla donna sarebbero arrivate telefonate e messaggi minacciosi, mentre il 48enne avrebbe effettuato pedinamenti e appostamenti sotto la sua abitazione e nei pressi della palestra frequentata dall’ex compagna.
Il presunto comportamento persecutorio non avrebbe riguardato soltanto la 42enne. Nel mirino sarebbero finiti anche il figlio di 19 anni, il padre della donna e alcune sue amiche. Gli episodi contestati avrebbero avuto conseguenze sulle abitudini quotidiane della vittima, che secondo la ricostruzione sarebbe stata costretta a modificarle per il timore di ulteriori condotte da parte dell’ex compagno.
Gli elementi dell’indagine
Tra gli episodi indicati negli atti c’è quello in cui l’uomo sarebbe stato trovato sotto casa dell’ex compagna in stato di alterazione. In quella circostanza sarebbe emerso anche un tasso alcolemico superiore ai limiti, con una denuncia aggiuntiva per guida in stato di ebbrezza.
Per il giudice per le indagini preliminari, messaggi, testimonianze e interventi delle forze dell’ordine avrebbero trovato riscontro nel racconto della donna. L’imputato, che resta in carcere, dovrà ora affrontare il procedimento davanti al tribunale di Rimini. Le accuse dovranno essere esaminate nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.