Confindustria Romagna e Legacoop Romagna considerano strategico l’ampliamento del quartiere fieristico di Rimini, ritenendolo un investimento con ricadute sull’intero sistema economico romagnolo. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo padiglione e di un’arena polifunzionale, strutture pensate per aumentare la capacità del polo e consolidarne la presenza nel circuito nazionale e internazionale.
La posizione delle due organizzazioni è stata espressa il 29 settembre 2026. Per Confindustria, il quartiere fieristico è una delle infrastrutture fondamentali del territorio e il suo potenziamento potrebbe favorire l’arrivo di nuove manifestazioni internazionali. Gli effetti attesi riguarderebbero, secondo l’associazione, l’economia, l’occupazione e il comparto dell’ospitalità.
Il progetto e la destagionalizzazione
Tra gli obiettivi indicati dagli industriali c’è anche la destagionalizzazione delle attività. Un calendario fieristico più ampio, nelle valutazioni di Confindustria Romagna, potrebbe sostenere l’economia locale anche al di fuori dei mesi tradizionalmente più forti per il turismo. L’intenzione è ampliare l’offerta del territorio e rendere Rimini più attrattiva durante l’intero arco dell’anno.
Sulla stessa linea si è espressa Legacoop Romagna, che lega l’intervento alla competitività dell’intera regione e alla capacità di continuare a ospitare grandi appuntamenti internazionali. Il sistema cooperativo ha richiamato il ruolo svolto negli anni dalla Fiera e le collaborazioni sviluppate con Cesena per Macfrut e con Forlì per Fieravicola.
Secondo il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi, il vicepresidente Valerio Brighi e la coordinatrice territoriale di Rimini Giorgia Gianni, il nuovo padiglione e l’arena polifunzionale potrebbero consentire di diversificare ulteriormente l’offerta e rafforzare le manifestazioni capaci di produrre ricadute sull’economia romagnola.
La richiesta di interventi sulla mobilità
Accanto al sostegno all’ampliamento, Legacoop ha evidenziato il nodo delle infrastrutture e della mobilità. Le criticità esistenti, sottolinea l’associazione, non devono essere minimizzate. Lo sviluppo del quartiere fieristico, quindi, non dovrebbe essere contrapposto agli interventi sui collegamenti, ma diventare una leva per accelerare opere già indicate nel Patto promosso dalla stessa organizzazione.
Tra le opere citate figurano il terzo casello dell’A14, il completamento del Metromare, l’adeguamento della Statale 16 e la realizzazione dell’alta velocità lungo la dorsale adriatica. La richiesta è che alla crescita della Fiera corrisponda un miglioramento della qualità delle infrastrutture, senza rinviare gli investimenti privati e industriali.
Confindustria Romagna ha infine inserito il potenziamento del polo in una visione più ampia di sviluppo, orientata a collegare innovazione, accoglienza e sostenibilità. L’obiettivo indicato è consolidare il ruolo di Rimini e della Romagna nei settori fieristico e turistico europeo, accompagnando però l’espansione con adeguate soluzioni per la mobilità.