La Camera ha approvato la proposta di legge sulla tutela e la valorizzazione delle attività commerciali nei centri storici, che ora dovrà passare all’esame del Senato. Il provvedimento punta a fornire ai Comuni nuovi strumenti per governare lo sviluppo commerciale nelle aree di valore storico, culturale, paesaggistico e commerciale.
Il testo consentirebbe alle amministrazioni di introdurre regole sulle tipologie di esercizi autorizzabili, sulle distanze tra attività e sugli orari di apertura. L’obiettivo indicato è tutelare il patrimonio urbano e favorire un’offerta coerente con le caratteristiche dei luoghi, intervenendo anche sul fenomeno della progressiva scomparsa delle attività di prossimità.
Il sostegno di Confcommercio
Il percorso legislativo è stato accolto favorevolmente da Confcommercio della provincia di Rimini. Il presidente dell’associazione, Giammaria Zanzini, ha definito il via libera della Camera un segnale importante e ha auspicato che l’iter parlamentare si concluda positivamente, mettendo a disposizione delle amministrazioni strumenti concreti.
Secondo Zanzini, la proposta riprende alcune indicazioni contenute nel documento La città che cambia – Proposte per la salvaguardia del tessuto commerciale di prossimità, condiviso con le amministrazioni della provincia di Rimini. L’associazione chiede una programmazione capace di favorire qualità dell’offerta, pluralismo, permanenza delle attività considerate identitarie e investimenti qualificati.
La posizione espressa da Confcommercio non punta, nelle intenzioni dichiarate, a frenare l’iniziativa imprenditoriale, ma a orientarne lo sviluppo in modo equilibrato, nel rispetto delle peculiarità territoriali. Tra gli elementi richiamati c’è anche la necessità di contrastare la presenza di attività ritenute omologate o non coerenti con il contesto dei centri storici.
I numeri della desertificazione commerciale
A sostegno dell’urgenza di intervenire, l’associazione cita i dati dello studio Città e demografia d’impresa. Secondo la ricerca, tra il 2012 e il 2025 in Italia sono venuti meno 112.497 esercizi commerciali, con una media di 22 attività al giorno e una diminuzione complessiva del 13,8 per cento.
Per Confcommercio, la chiusura dei negozi non comporta soltanto la perdita di punti vendita, ma anche la riduzione di servizi, relazioni e presìdi di sicurezza. La qualità dell’offerta commerciale viene inoltre collegata all’attrattività turistica: secondo l’associazione, la valorizzazione delle destinazioni passa anche dalla cura degli spazi urbani e dalla presenza di servizi considerati qualificati.
Zanzini ha infine collegato la possibile nuova normativa alle strategie di rigenerazione urbana e agli Hub urbani e di prossimità previsti dalla legge regionale. In caso di approvazione, i Comuni avrebbero maggiori responsabilità nella scelta dello sviluppo commerciale da promuovere, affiancando alle regole incentivi agli investimenti e un confronto con le associazioni di categoria. Restano da verificare il testo definitivo e le modalità applicative del provvedimento.