Il 31 ottobre 2026 la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza a Rimini la Notte di don Oreste, una serata rivolta ai giovani e dedicata alla vicinanza alle persone più fragili. L’iniziativa richiama la figura di don Oreste Benzi, sacerdote riminese e fondatore della Comunità, scomparso il 2 novembre 2007.
Il programma unisce momenti di preghiera, condivisione e presenza sul territorio. L’obiettivo è riproporre lo stile con cui don Benzi ha accompagnato giovani, persone senza dimora e vittime di tratta, portando attenzione alle situazioni di marginalità incontrate nelle strade della città.
Il programma tra parrocchie e centro città
Il primo appuntamento è fissato alle 16:30 nella parrocchia La Resurrezione, alla Grotta Rossa, in via della Gazzella, con la celebrazione della Messa e il mandato ai giovani. Alle 17:30, negli spazi di Spazio Cose Belle, accanto alla parrocchia, sono previsti laboratori e un’apericena di condivisione. Per partecipare all’apericena è necessaria l’iscrizione.
Dalle 21:30 la serata proseguirà con tre proposte in luoghi diversi: adorazione e confessioni nella parrocchia di San Giuliano Martire, la biblioteca vivente al Ponte di Tiberio e la condivisione in strada, con partenza da Spazio Cose Belle. Anche per quest’ultima attività è richiesta l’iscrizione.
Le unità di strada
Chi prenderà parte alla condivisione in strada potrà affiancare le unità di strada della Comunità Papa Giovanni XXIII, impegnate nell’incontro con le vittime di tratta e con le persone senza dimora. L’esperienza è riservata esclusivamente ai maggiorenni.
Alle 23:30 è previsto un momento conclusivo nella parrocchia di San Giuliano Martire. La serata terminerà all’1:00 nella chiesa di San Nicolò, con la conclusione delle attività delle unità di strada. Successivamente sarà possibile anche trascorrere la notte in strada.
Per informazioni e iscrizioni sono disponibili i numeri 349 104 8957 e 349 522 0729. La serata si collega all’impegno portato avanti da don Oreste Benzi a favore degli ultimi: nel 1973 il sacerdote aveva aperto la prima casa famiglia a Coriano e negli anni aveva denunciato la tratta delle donne e la cultura della prostituzione.