Borseggi sui bus

Foto degli agenti nei telefoni: arrestato un 53enne a Rimini

Il provvedimento è scattato dopo un rifiuto di fornire le generalità e una presunta spinta a un operatore.

Foto degli agenti nei telefoni: arrestato un 53enne a Rimini

Un 53enne è stato arrestato a Rimini durante un servizio congiunto della squadra di Polizia giudiziaria della Polizia locale e della Polizia di Stato, organizzato per contrastare i borseggi sugli autobus. Nel corso degli accertamenti, nei telefoni di due fratelli sarebbero state trovate numerose fotografie di agenti in borghese impegnati nei controlli sulle linee interessate.

L’attività si è svolta nella tarda mattinata di giovedì 10 settembre, dopo che nei giorni precedenti erano stati segnalati alcuni episodi di borseggio a bordo dei mezzi pubblici. Gli investigatori avevano avviato controlli e pedinamenti lungo alcune linee, individuando i due fratelli, già noti alle forze dell’ordine per episodi analoghi.

L’intervento alla fermata

Il controllo è scattato alla fermata di viale Principe Amedeo, all’altezza del grattacielo. Secondo quanto riferito dalla Polizia locale, il 53enne si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità e avrebbe tentato di allontanarsi. Durante la fuga avrebbe inoltre spintonato un agente, circostanza che ha portato all’arresto.

L’uomo deve rispondere delle accuse di favoreggiamento personale, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il fratello è stato invece identificato nel corso dello stesso intervento e sottoposto agli accertamenti degli investigatori.

Le immagini nei telefoni

La presenza delle fotografie è emersa durante il controllo dei cellulari. Stando alla ricostruzione della Polizia locale, i dispositivi contenevano un vero e proprio archivio di immagini degli operatori che lavoravano in abiti civili sui bus. Il materiale sarebbe stato utilizzato per riconoscere gli agenti e cercare di evitare i controlli.

Al termine dell’intervento, il 53enne è stato accompagnato nelle camere di sicurezza del comando della Polizia locale di Rimini. È rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del processo per direttissima davanti al giudice del Tribunale di Rimini.