Si allarga a Rimini l’inchiesta della Procura sul nucleo Falchi della polizia locale. Altri due agenti sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di favoreggiamento: secondo l’accusa, avrebbero fornito dichiarazioni non veritiere per proteggere otto colleghi già coinvolti nel procedimento.
Il nuovo filone riguarda il contenuto delle dichiarazioni rese dagli agenti nell’ambito degli accertamenti. La Procura ritiene che i due abbiano mentito per tutelare i colleghi, mentre l’indagine principale prosegue sulle presunte irregolarità che sarebbero state commesse durante alcuni controlli effettuati dal nucleo Falchi.
Le contestazioni agli otto agenti
Gli otto operatori già indagati respingono le accuse e rivendicano la correttezza del proprio operato. A loro vengono contestati, a vario titolo, falso ideologico, violenza privata, calunnia e lesioni. Le ipotesi investigative riguardano dunque le modalità con cui sarebbero stati svolti alcuni interventi e i comportamenti tenuti durante i controlli.
Nel procedimento è ora attesa la decisione della gip Raffaella Ceccarelli sulla richiesta della Procura di sospendere dagli incarichi gli otto agenti. Il provvedimento dovrà stabilire se adottare la misura cautelare nei confronti degli operatori già coinvolti, mentre per i due nuovi indagati l’accusa riguarda esclusivamente il presunto favoreggiamento.
Indagine ancora aperta
L’inchiesta resta quindi articolata su due livelli: da una parte le contestazioni relative alle presunte irregolarità nei controlli, dall’altra gli accertamenti sulle dichiarazioni che avrebbero avuto lo scopo di proteggere i colleghi. Gli indagati potranno chiarire la propria posizione nell’ambito del procedimento, nel quale dovranno essere valutati gli elementi raccolti dalla Procura.