È stata archiviata la denuncia presentata nei confronti di Giovanni e Teresa Grandi, padre e figlia riminesi finiti sotto accusa per un messaggio critico nei confronti di Israele. A commentare la decisione è il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda.
La posizione di Croatti
In una nota, Croatti ha sostenuto che il ricorso a denunce e minacce legali contro chi contesta le responsabilità del governo israeliano rappresenti una forma di intimidazione del dissenso. Secondo il senatore, definire genocidarie le politiche di Israele e manifestare solidarietà al popolo palestinese rientra nel diritto di critica e non dovrebbe essere assimilato all’antisemitismo.
La libertà di espressione, ha aggiunto, non può essere subordinata alla necessità di evitare critiche nei confronti di uno Stato. Croatti ha inoltre collegato la vicenda alle conseguenze della guerra in Medio Oriente e alla morte di numerosi civili, sostenendo che il dibattito pubblico non debba essere ridotto al silenzio di fronte alle accuse rivolte alle autorità israeliane.
Le accuse rivolte a Israele
Nel suo intervento, il senatore ha parlato di terrorismo di Stato e di crimini di guerra, accusando Israele di aver colpito scuole, ospedali e chiese e di aver causato la morte di decine di migliaia di bambini. Ha inoltre definito apartheid le politiche applicate nei confronti dei palestinesi.
Croatti ha infine affermato che le denunce non fermeranno chi intende contestare le scelte del governo israeliano. Al contrario, secondo il parlamentare, il tentativo di limitare le critiche produrrà una mobilitazione ancora maggiore in difesa della libertà di espressione, della solidarietà verso la popolazione palestinese e della partecipazione democratica.