Concessioni balneari

Confartigianato: sul litorale di Rimini spazio a modelli diversi

L’associazione sostiene la convivenza tra dimensioni ridotte e strutture ampie in vista delle gare del 2027

Confartigianato: sul litorale di Rimini spazio a modelli diversi

Confartigianato Imprese Rimini interviene nel dibattito sul futuro delle concessioni balneari e sul nuovo Piano Spiaggia, sostenendo la possibilità di far convivere modelli organizzativi differenti lungo il litorale. Secondo l’associazione, l’impostazione indicata dall’amministrazione comunale sarebbe equilibrata perché non impone un’unica soluzione, ma lascia spazio sia alle realtà di piccole dimensioni sia alle aggregazioni più ampie.

Una pluralità di formule

La posizione viene motivata con l’esperienza maturata da Gianluca Capriotti, segretario di Confartigianato Imprese Rimini, che nel 2006 ha contribuito alla ristrutturazione e alla gestione del Lido di San Giuliano, con un fronte mare di circa 500 metri lineari. Per l’associazione, quella esperienza avrebbe dimostrato come una dimensione più ampia possa sostenere una gestione articolata senza perdere il legame con il territorio.

Confartigianato sottolinea che un arenile organizzato su una superficie estesa può garantire una presenza più capillare dei bagnini di salvataggio, servizi più articolati e maggiori investimenti in attrezzature, pulizia e decoro. L’associazione precisa però che le strutture di dimensioni ridotte continuano a rappresentare una componente importante dell’offerta turistica riminese e che il loro valore non deve essere cancellato, ma accompagnato in un percorso di evoluzione.

Investimenti e gare del 2027

La possibilità di aggregarsi, secondo la proposta, permetterebbe alle imprese balneari artigiane di affrontare nuove esigenze legate all’innovazione e alla destagionalizzazione. Tra gli interventi citati figurano piscine, aree dedicate al benessere e allo sport, spazi per gli animali e servizi pensati per migliorare l’accessibilità delle persone con disabilità. Viene inoltre indicata la valorizzazione delle produzioni agroalimentari dell’entroterra attraverso una ristorazione legata al territorio.

Confartigianato esclude che le aggregazioni più grandi debbano trasformare la spiaggia in un modello industriale. Al contrario, l’associazione avverte che mantenere un sistema troppo frammentato e con scarsa capacità finanziaria potrebbe indebolire le imprese in vista delle gare per le concessioni del 2027, favorendo l’ingresso di grandi gruppi esterni e mettendo a rischio l’identità riminese.

La proposta, quindi, è mantenere entrambe le possibilità: micro-aggregazioni per chi sceglie una dimensione familiare e macro-aggregazioni per le imprese intenzionate a rafforzare organizzazione, investimenti e competitività. L’obiettivo indicato è offrire ai visitatori esperienze differenti, dalla spiaggia tradizionale al beach club, fino alle formule dedicate al benessere, allo sport e all’inclusione, evitando un’offerta omologata sull’intero litorale.