Due cittadini albanesi, già noti alle forze dell’ordine e privi di un titolo valido per soggiornare in Italia, sono stati espulsi e rimpatriati al termine di una procedura avviata dalla Questura di Rimini. Nei loro confronti è stato disposto anche il divieto di rientro in Italia per dieci anni, in considerazione dei precedenti e della pericolosità sociale accertata.
L’inseguimento con l’auto rubata
I due uomini, entrambi pluripregiudicati, erano sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Santarcangelo di Romagna. A loro carico risultavano numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e per droga. Nel mese di settembre erano stati fermati dalla Squadra Mobile durante un controllo in via Tolemaide, ma avevano tentato di allontanarsi a bordo di una BMW X6 risultata rubata.
Ne era nato un inseguimento, durante il quale uno degli agenti era rimasto ferito. I due fuggitivi erano stati bloccati dopo l’arrivo di altri equipaggi e al termine di una colluttazione. Gli accertamenti successivi avevano inoltre evidenziato il loro coinvolgimento in un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il rimpatrio in Albania
Nel corso delle operazioni erano stati trovati nella loro disponibilità quasi quattro etti di cocaina e diversi coltelli. Dopo l’arresto, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Rimini aveva avviato l’iter amministrativo per l’espulsione, coinvolgendo anche la Squadra Mobile e il personale incaricato dell’accompagnamento e del rimpatrio.
Completata l’identificazione e acquisiti i lasciapassare dalle autorità consolari albanesi, è arrivato il nulla osta dell’autorità giudiziaria competente. Nella mattinata di venerdì, il Giudice di Pace di Rimini ha convalidato i provvedimenti.
Nella stessa giornata i due cittadini albanesi sono stati accompagnati e scortati da personale specializzato della Polizia di Stato fino all’aeroporto di Rimini. Da qui sono stati rimpatriati con un volo diretto a Tirana. Il divieto di reingresso per il prossimo decennio è stato disposto sulla base della loro accertata pericolosità sociale.
L’intervento ha coinvolto diverse articolazioni della Questura, impegnate nelle attività investigative, nei controlli sul territorio e nella gestione della procedura amministrativa. Il provvedimento riguarda due persone ritenute prive dei requisiti per la permanenza sul territorio nazionale e considerate una minaccia per la sicurezza pubblica nella provincia di Rimini.