Nuovo passaggio giudiziario nella vicenda dell’ex albergo di via Fano, a Bellariva di Rimini, trasformato in una ventina di appartamenti. La Corte d’appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Golden Srl contro la liquidazione giudiziale della società proprietaria dell’immobile.
La decisione conferma il provvedimento già adottato nell’ambito della procedura e pone a carico della società anche il pagamento di oltre 23mila euro di spese legali. Il contenzioso riguarda la situazione dell’ex struttura ricettiva e le conseguenze amministrative ed economiche degli interventi edilizi realizzati sull’immobile.
Il credito del Comune
Al centro della vicenda ci sono 1,6 milioni di euro di sanzioni per abusi edilizi richiesti dal Comune di Rimini. La legittimità delle somme è stata riconosciuta dal Consiglio di Stato, mentre il ricorso presentato davanti al Tar è stato respinto. Con il nuovo pronunciamento della Corte d’appello, l’amministrazione comunale punta ora a utilizzare la procedura giudiziaria per tentare di recuperare il credito.
Il Comune sta valutando le iniziative da promuovere all’interno della liquidazione giudiziale. Tra le ipotesi indicate dall’amministrazione c’è l’attivazione, da parte del curatore, dell’azione revocatoria, seguita dalla possibile vendita all’asta dei beni eventualmente riacquisiti.
Le prossime iniziative
L’obiettivo è quindi verificare se, attraverso gli strumenti previsti dalla procedura, sia possibile ricostituire una disponibilità patrimoniale utile a soddisfare il credito maturato nei confronti della società. L’eventuale vendita dei beni rappresenterebbe una fase successiva e dipenderebbe dagli esiti delle iniziative giudiziarie e dalle valutazioni del curatore.
L’assessore comunale Juri Magrini ha spiegato che l’azione revocatoria e la successiva vendita all’asta costituiscono una delle strade percorse dal Comune per recuperare le somme dovute. La decisione della Corte d’appello di Roma apre così un nuovo capitolo nella lunga controversia legata all’ex Golden e alle sanzioni per gli abusi edilizi contestati sull’immobile di Bellariva.