Sulle colline di Rimini la vendemmia si è conclusa quando, fino a qualche decennio fa, sarebbe appena iniziata. Al Podere dell’Angelo di Vergiano, azienda agricola a conduzione familiare, la raccolta dell’uva è terminata già ad agosto, in anticipo rispetto alla tradizione locale. Un cambiamento attribuito soprattutto alle temperature elevate, che negli ultimi anni hanno modificato i tempi della viticoltura.
La titolare Milena Falcioni ricorda che vent’anni fa il lavoro tra i filari cominciava nella seconda metà di settembre. Oggi, invece, il calendario è molto diverso. Il Podere dell’Angelo dispone di 15 ettari di vigneto coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica e ha dovuto adeguare organizzazione e manodopera a una stagione caratterizzata da un caldo particolarmente intenso.
Temperature alte e raccolta anticipata
Il caldo ha accelerato la maturazione, ma ha anche ridotto la resa delle viti e reso meno uniforme lo sviluppo degli acini. In queste condizioni la selezione delle uve assume un peso maggiore e i tempi di intervento si restringono: anche pochi giorni possono incidere sul risultato finale. La vendemmia, un tempo vissuta come un appuntamento collettivo e quasi rituale, quest’anno ha coinvolto tra gli altri il bagnino Gabriele Pagliarani e alcuni ragazzi del Tiki, impegnati nella raccolta dell’uva destinata al vino della prossima stagione.
A rendere più complesso il lavoro sono state anche le condizioni operative nei vigneti. Con il termometro vicino ai 40 gradi, gli addetti hanno lavorato soprattutto nelle prime ore del mattino e, in alcuni momenti, durante la notte. Le temperature elevate e lo stress idrico possono infatti modificare l’equilibrio tra zuccheri, acidità e aromi. Per questo le uve sono state raffreddate prima della lavorazione e la vinificazione ha richiesto particolare attenzione.
Prime indicazioni sulla qualità
Nonostante le quantità più contenute, le prime valutazioni sull’annata non sono negative. Giacomo Bianchi, figlio di Milena e giovane enologo del Podere, riferisce che le analisi iniziali e gli assaggi in cantina hanno dato indicazioni incoraggianti. La qualità del raccolto resta quindi da verificare nel corso della lavorazione, ma i primi riscontri vengono considerati soddisfacenti.
Tra le produzioni dell’azienda viene segnalata in particolare la Rebola del Podere dell’Angelo, chiamata Giulietta in omaggio alla figlia Giulia e all’attrice Giulietta Masina. Il Podere produce anche il Landi, ottenuto dalla parte più calcarea del vigneto di Grechetto Gentile e sottoposto a un affinamento di nove mesi in legno grande. La vendemmia anticipata racconta così non soltanto una stagione difficile, ma anche la necessità per le aziende vitivinicole di rivedere tempi e modalità di lavoro in risposta al clima.