Mercati locali

Il vino riminese punta su Rebola e Sangiovese

La denominazione cresce tra riconoscimenti, export e collaborazione tra produttori, ma il comparto ha perso aziende nel tempo.

Il vino riminese punta su Rebola e Sangiovese

Il vino riminese prova a trasformare la crescita della denominazione in un business da alcune decine di milioni di euro. Al centro del progetto ci sono soprattutto Rebola e Sangiovese, vitigni sui quali il territorio sta costruendo una proposta riconoscibile, destinata sia al mercato locale sia ai consumatori stranieri.

Fino a pochi anni fa le etichette prodotte nel Riminese faticavano a trovare spazio anche nei ristoranti della Riviera. Oggi, secondo quanto emerge dal dossier, il settore ha conquistato maggiore visibilità, ottenuto riconoscimenti e iniziato a guardare con più attenzione all’estero. La crescita resta però quella di un mercato di nicchia, sostenuto dalla collaborazione tra le realtà della filiera.

Una filiera in trasformazione

Il percorso della Rimini Doc si sviluppa in un comparto che, parallelamente all’affermazione dei suoi vini, negli anni si è anche ristretto. Il dato evidenzia una trasformazione del settore: da una parte l’ambizione di aumentare il valore economico della produzione e la presenza commerciale; dall’altra la necessità di fare i conti con una base produttiva meno ampia rispetto al passato.

Il gioco di squadra viene indicato come uno degli elementi decisivi per sostenere la denominazione. La promozione comune consente infatti di presentare il territorio attraverso vitigni e aziende differenti, rafforzando il legame tra produzione vinicola, identità locale e ristorazione. Tra le realtà richiamate nel servizio figura anche San Patrignano, citata nel contesto della vendemmia.

Il materiale disponibile non riporta però i nomi dei responsabili della denominazione, la suddivisione del valore economico stimato né i dati completi sulle aziende coinvolte. Il quadro restituisce comunque la direzione intrapresa dal vino della provincia di Rimini: consolidare la presenza sul territorio, aumentare la riconoscibilità di Rebola e Sangiovese e trasformare una produzione di nicchia in un’attività con un peso economico più rilevante.