Telefonate insistenti, profili social presi di mira, danneggiamenti e minacce sono al centro dell’indagine che coinvolge un 47enne pugliese, accusato di atti persecutori e danneggiamento aggravato nei confronti dell’ex compagna. La vicenda riguarda una 37enne residente a Riccione, che avrebbe raccontato agli investigatori una progressiva escalation di comportamenti persecutori dopo la fine della relazione.
Il gip del Tribunale di Rimini, Raffaele Deflorio, ha disposto il giudizio immediato nei confronti dell’uomo. La decisione è stata adottata su richiesta del sostituto procuratore Luca Bertuzzi, che ha coordinato gli accertamenti. Il 47enne, difeso dall’avvocato Giancarlo Tunno, dovrà quindi affrontare il dibattimento senza il passaggio dall’udienza preliminare.
La denuncia della donna
Secondo quanto riferito dalla vittima, l’ex compagno avrebbe messo in atto una serie di condotte finalizzate a controllarla e a intimidirla. Tra gli episodi contestati figurano le telefonate a raffica, l’assedio dei suoi profili sui social network e ripetuti danneggiamenti. L’uomo avrebbe inoltre minacciato di ricorrere all’acido per sfregiarla, provocando nella donna uno stato di forte paura.
Nel racconto presentato agli inquirenti, il 47enne sarebbe arrivato anche a predisporre un giaciglio di fortuna nel cortile dell’abitazione della 37enne, con l’obiettivo di sorvegliarla continuamente. A questo si sarebbero aggiunti diversi danneggiamenti allo specchietto dell’automobile della donna, che sarebbe stato sfasciato più volte.
La misura cautelare
Per questa vicenda l’uomo si trova in custodia cautelare in carcere dal 12 luglio, dopo la denuncia presentata dalla ex compagna. Le accuse contestate riguardano gli atti persecutori e il danneggiamento aggravato. Sarà ora il processo a dover verificare la responsabilità dell’imputato e la ricostruzione dei fatti contenuta nell’indagine.
Il dibattimento è fissato per il 21 ottobre. In quella sede saranno esaminati gli episodi denunciati dalla donna e gli elementi raccolti dalla procura di Rimini. Fino a una eventuale sentenza definitiva, il 47enne resta presunto innocente.