Trasporto pubblico

Rimini, aggredito un conducente Start: chieste più tutele

Campisi raccoglie segnalazioni su episodi violenti, degrado e assenza di protezioni nella cabina.

Rimini, aggredito un conducente Start: chieste più tutele

L’aggressione a un autista di Start Romagna, avvenuta nei giorni scorsi mentre era in servizio sulla linea 9 a Rimini, riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza di chi lavora nel trasporto pubblico. A intervenire è Luca Campisi, referente del Comitato 323 di Futuro Nazionale Rimini, che riferisce di aver raccolto testimonianze tra conducenti e verificatori e chiede maggiori garanzie per gli operatori.

Le segnalazioni degli operatori

Secondo quanto riferito da Campisi, le principali criticità riguarderebbero le situazioni a bordo dei mezzi e durante i controlli dei titoli di viaggio. Il referente descrive lavoratori che si sentirebbero lasciati soli ad affrontare episodi di aggressività. Anche una verifica ordinaria del biglietto, sostiene, sarebbe diventata potenzialmente rischiosa a causa delle reazioni di alcuni passeggeri.

Nel quadro riportato vengono citate inoltre situazioni di degrado e la presenza, secondo le testimonianze raccolte, di persone ubriache, tossicodipendenti e presunti borseggiatori. Particolare attenzione viene riservata alle corse serali. Campisi indica in particolare la linea 4, che collega la stazione con Viserba e arriva fino ai confini di Torre Pedrera, sostenendo che lungo il percorso si verificherebbero con frequenza episodi di microcriminalità e altre situazioni problematiche.

Il tema dei controlli e delle protezioni

Nel suo intervento, il referente di Futuro Nazionale richiama anche la situazione del Metromare, dove riferisce la percezione di un clima di degrado e insicurezza. Campisi riconosce l’attività di controllo svolta dalla Questura di Rimini e da Start Romagna sui mezzi e alle fermate, ma la considera non sufficiente rispetto alle esigenze segnalate dai lavoratori.

Un ulteriore aspetto riguarda le protezioni del posto di guida. Campisi riferisce che alcuni autobus sarebbero ancora privi di paratie divisorie tra il conducente e il resto dell’abitacolo. Da qui la richiesta di rafforzare le tutele per chi opera nel servizio pubblico e di prevedere pene più severe per chi viola le regole. Le valutazioni riportate nell’intervento sono attribuite al referente, sulla base delle testimonianze da lui raccolte tra gli addetti.