Ricorso cautelare

Rimini, gli otto agenti dei Falchi ricorrono al Riesame

I legali impugneranno il provvedimento cautelare e i gravi elementi raccolti nell’indagine su verbali alterati e coercizione.

Rimini, gli otto agenti dei Falchi ricorrono al Riesame

Gli otto agenti del nucleo Falchi della Polizia Locale di Rimini presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame contro la sospensione dal lavoro disposta dal gip Raffaella Ceccarelli. La misura è stata adottata nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Rimini che contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di falso ideologico e materiale, lesioni, calunnia e violenza privata.

Le contestazioni delle difese

Gli avvocati Piero Venturi, Marco Ditroia, Moreno Maresi, Maurizio Ghinelli e Alessandro Petrillo impugneranno l’ordinanza interdittiva entro i dieci giorni previsti dalla legge. Le difese intendono contestare sia la valutazione relativa alla reiterazione del reato, sia il quadro dei gravi indizi di colpevolezza ritenuti sussistenti dal giudice per le indagini preliminari.

L’indagine era scattata nel 2025 dopo la denuncia presentata da un cittadino, fermato durante la notte da alcuni agenti in abiti borghesi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura e dalla Guardia di Finanza, i verbali redatti in relazione a quell’intervento presenterebbero lacune o contenuti non corrispondenti alla realtà dei fatti.

Il fermo e i verbali

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, gli agenti avrebbero fermato l’automobilista senza qualificarsi immediatamente come appartenenti alla Polizia Locale. Dopo che l’uomo si era allontanato, lo avrebbero seguito fino alla sua abitazione, dove sarebbe stato ammanettato per essere sottoposto all’etilometro.

Nel verbale, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata omessa la circostanza che la moglie dell’automobilista aveva contattato i propri legali dopo aver visto il marito ammanettato. La donna, pur non essendo alla guida, sarebbe stata inoltre sottoposta a sua volta al test. Anche questo elemento, secondo gli investigatori, non sarebbe stato riportato nella documentazione ufficiale. Il ricorso dovrà ora consentire al Tribunale del Riesame di valutare le ragioni delle difese e la legittimità della misura adottata nei confronti degli otto operatori.