Sentenza

Rimini, respinta la richiesta dell’agente caduto in mare

Il Tribunale esclude condizioni eccezionali durante il controllo nautico

Rimini, respinta la richiesta dell’agente caduto in mare

Il Tribunale di Rimini ha respinto la richiesta presentata da un sovrintendente della Polizia di Stato, caduto in mare mentre era impegnato in un servizio di controllo. L’episodio si è verificato il 17 giugno 2017, nello specchio d’acqua compreso tra Torre Pedrera e Miramare.

L’agente aveva chiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere, con l’accesso ai relativi benefici economici. Nel corso del procedimento aveva riferito di essere stato disarcionato da un’onda anomala durante l’attività svolta a bordo di un moto d’acqua.

La valutazione del giudice

Il giudice Lucio Ardigò ha però ritenuto che non fossero state dimostrate condizioni di pericolo eccezionali. Secondo la valutazione contenuta nel provvedimento, gli elementi disponibili non consentono di collegare la caduta in mare a una situazione caratterizzata da un rischio straordinario rispetto al servizio svolto.

Per queste ragioni, il Tribunale ha negato il riconoscimento richiesto dal sovrintendente. La decisione esclude quindi anche la possibilità di ottenere i benefici economici previsti per chi viene riconosciuto vittima del dovere.