Alta adesione allo sciopero dei driver e dei facchini impiegati negli appalti BRT in Emilia-Romagna. La mobilitazione, promossa dalla Filt Cgil, ha coinvolto lavoratori di Bologna, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia e Modena, con l’obiettivo di ottenere maggiori tutele e condizioni uniformi all’interno della filiera.
La protesta si è svolta il 21 ottobre 2026, dopo lo stato di agitazione proclamato il 13 ottobre e rimasto, secondo il sindacato, senza risposte da parte delle aziende interessate. La Filt Cgil regionale riferisce di un’adesione molto elevata in tutte le province coinvolte e considera l’iniziativa il primo sciopero unitario degli autisti degli appalti BRT in Emilia-Romagna.
La richiesta di un contratto regionale
Al centro della vertenza c’è la richiesta di una contrattazione collettiva integrativa regionale che garantisca diritti, tutele e condizioni di lavoro uguali per chi svolge le stesse mansioni. Il sindacato contesta infatti le differenze esistenti tra i dipendenti delle diverse aziende appaltatrici, pur operando all’interno della medesima filiera e per attività analoghe.
Secondo la Filt Cgil, il sistema degli appalti non deve tradursi in una disparità di trattamento tra lavoratori. La sigla chiede quindi alle imprese un confronto ritenuto serio e risposte concrete sulle problematiche segnalate, con l’obiettivo di arrivare a un accordo capace di assicurare condizioni più eque e dignitose per tutti i driver e i facchini coinvolti.
Mobilitazione in caso di mancato confronto
La protesta, sottolinea il sindacato, ha mostrato unità e determinazione dei lavoratori della regione. In assenza di riscontri da parte delle aziende, la mobilitazione potrebbe proseguire nelle prossime settimane, mantenendo al centro le richieste di maggiore tutela e di uniformità contrattuale.