Una 57enne di Rimini dovrà versare oltre 547mila euro a una banca per aver prestato garanzia a fronte di un finanziamento concesso a una società. La decisione arriva dal Tribunale di Milano, che ha respinto l’opposizione presentata dalla donna contro il decreto ingiuntivo emesso dall’istituto di credito.
La garanzia sul finanziamento
La vicenda nasce da un prestito di 670mila euro concesso alla società, successivamente cancellata dal Registro delle imprese. Di fronte al mancato recupero delle somme, la banca ha quindi chiesto l’adempimento dell’obbligazione alla garante, in base agli impegni sottoscritti.
La donna aveva contestato la validità di alcune clausole del contratto e le modalità con cui l’istituto di credito aveva concesso il finanziamento. Secondo la ricostruzione sottoposta ai giudici, gli elementi prodotti nel ricorso non sarebbero stati sufficienti a mettere in discussione né le garanzie prestate né la richiesta di recupero del credito.
Respinta l’opposizione
Il tribunale ha dunque confermato il decreto ingiuntivo della banca, ritenendo non fondate le contestazioni sollevate dalla 57enne. La cancellazione della società dal Registro delle imprese non ha fatto venir meno, secondo quanto stabilito nel procedimento, gli obblighi derivanti dalla garanzia.
Oltre alla somma dovuta, pari a più di 547mila euro, la garante dovrà sostenere anche circa 18mila euro di spese legali, oltre agli ulteriori oneri previsti dal provvedimento. La pronuncia chiude in questa fase il giudizio di opposizione davanti al Tribunale di Milano.